Recensioni » La poetica dell'istante

La mia pittura parla del tempo che lascia dei segni, trasforma le cose e le persone, opera più incessantemente e velocemente di quanto la nostra mente e la nostra visione siano in grado di percepire. Io rincorro il tempo che non pensa e non si sofferma e in quest'urgenza più del fare che del pensare ho bisogno di concretizzare velocemente per non perdere il tempo, per possederlo e usarlo, lasciando impronte, segni, colori, in una sorta di rappresentazione tardiva del reale.

I miei lavori sono immersi in questo flusso continuo, quasi fossero degli attimi di tempo bloccati, attimi che passano velocemente e cambiano, perché tante sono le esperienze, i segni, i significati, le relazioni e non tutto può essere racchiuso in un'unica forma.

Per fare questo utilizzo vari supporti, materia e a volte oggetti raccolti (legni, conchiglie, vetri…). Oggetti e materiali non vengono scelti per le loro qualità plastiche, ma trovano il loro fine in sé stessi, nella loro forza interna. Ed è questo un altro elemento che caratterizza la mia pittura: la forza. La forza è nella materia, è negli elementi che la costituiscono, nei più infinitesimali, non nell'apparente stabilità della materia, ma nel suo continuo vibrare, muoversi, cambiare.

Come si muovono le mie mani quando dipingo, incidendo segni, mescolando materia e colore e il movimento è veloce, impulsivo e forte.

A me interessa usare il tempo per agire, con la mia forza, la mia velocità e il mio tempo, sulla materia che ho davanti. Ciò che appare alla fine sono tracce, segni sdoppiati o ripetuti, incerti o determinati, masse di colore, istanti del tempo fermati, in cui è ancora visibile la forza del movimento che li ha creati.

Aprile 2004, Françoise Calcagno