Recensioni

Spiegherò il mio lavoro facendo riferimento al libro 'Le città invisibili' di Calvino. Non perché il mio fare dipenda in qualche modo da questo libro, ma semplicemente perché mi è capitato di leggerlo recentemente, in un momento in cui avevo la necessità di guardare con occhio critico alla mia produzione di questi ultimi 7 anni. (...)

Françoise Calcagno

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Prima di ogni realizzazione visiva finita c'è la sperimentazione, la prova, lo sbaglio, il pensiero, il caso, lo scopo, l'azione. Io lavoro come fanno i bambini quando giocano, seguendo il principio del piacere e della necessità. Piacere del fare, del toccare e del vedere, del creare, del trasformare e del distruggere. Qualsiasi cosa può essere utilizzata, materiali, supporti diversi che determinano le procedure del lavoro e la sua realizzazione. (...)

Françoise Calcagno

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La mia pittura parla del tempo che lascia dei segni, trasforma le cose e le persone, opera più incessantemente e velocemente di quanto la nostra mente e la nostra visione siano in grado di percepire. Io rincorro il tempo che non pensa e non si sofferma e in quest'urgenza più del fare che del pensare ho bisogno di concretizzare velocemente per non perdere il tempo, per possederlo e usarlo, lasciando impronte, segni, colori, in una sorta di rappresentazione tardiva del reale. (...)

Aprile 2004, Françoise Calcagno

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Quello che interessa invece a Françoise è esplorare le potenzialità espressive della materia e dei materiali che volta per volta il caso, come ci suggerisce lei stessa, le mette a disposizione, secondo quella via maestra già tracciata indelebilmente e mirabilmente da Alberto Burri. (...)

25 settembre 2005, Aldo Chinellato

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Nicola Sene

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In realtà tutti i minerali hanno questa provenienza, ma un pezzo di carbone, una sbarra di ferro, una pietra non ci fanno avvertire questa loro provenienza dalle notti dei millenni: le forme rappresentate in queste opere di Françoise Calcagno, si. E l'impressione di forza, che ti intimidisce, non è tuttavia quella di una forza bruta, ma di qualcosa che, con una parola retorica, verrebbe fatto di chiamare possanza. Non potenza, ma possanza, che indica anche potere, arroganza, prepotenza e alterigia. Non lei, Françoise, dolcissima, ma le sue opere. E' una forza che si sprigiona dall'interno, nel gioco di colori cupi con qualche bagliore igneo, e ti umilia, ti consegna ai tuoi limiti. (...)

Bruno Rosada

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I lavori di Françoise Calcagno nascono come gemmazioni da un sostrato iniziale, una macchia scura ed informe che si manifesta in modo perentorio sulla tela o sulla tavola, dai contorni imprecisi, avvolta da un alone chiaro che la evidenzia in tutta la sua forza. (...)

Dicembre 2004, Elisa Capitanio

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Mappa della memoria: (...)

Francesca Brandes

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Maggio 2008 (...)

Françoise Calcagno

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Dell'appartenersi: (...)

Francesca Brandes

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